La scuola…la scuola è una cosa importante e come ha detto una volta Grillo se ci sono due cose su cui lo stato non deve mai tagliare queste sono scuola e sanità. Inutile dire che questo non è certo il motto del governo Berlusconi la cui ministra Gelmini una mattina si è svegliata e ha deciso di diminuire gli sprechi della scuola italiana (ma quali sprechi poi, provate ad entrare in una qualsiasi scuola, hanno a malapena la carta per le fotocopie), direi che si è lasciata prendere un po’ troppo la mano e da incompetente quale è ha fatto uno scempio.
Il ritorno al maestro unico, una cosa assolutamente inaudita al giorno d’oggi, la ministra si è giustificata dicendo che in fondo anche la sua generazione è stata educata col maestro unico; se quelli della tua generazione sono tutti come te allora direi proprio che quella del maestro unico è una tecnica decisamente fallimentare, a parte le battute, se un tempo il compito del maestro unico era insegnare italiano, storia, geografia e matematica con la famosa tecnica del “se hai capito bene altrimenti t’ attacchi”, oggi il maestro unico dovrebbe insegnare alle elementari quello che oggi insegnano dalle quattro maestre in su vale a dire: italiano, storia, geografia, matematica, inglese, informatica, educazione fisica e altre materie; seguire una classe di venti bambini attentamente e tenendo d’occhio le esigenze di ogni singolo scolaro su tutte queste materie beh, scusatemi ma mi sembra impossibile che una sola persona riesca a farlo bene (a farlo male probabilmente sì, se non impazzisce prima).
La riforma (in puro stile Berlusconi) è ovviamente stata costellata, per renderla più carina, da una serie di mini provvedimenti di facciata, da far passare per grandissime trovate legislative, come
il ritorno del grembiule, che alla scuola materna c’è già, alle elementari pure, mi sembra di capire dunque che lo vogliano introdurre alle medie (ma ve li immaginate i ragazzini delle medie col grembiule? Ma cosa è? Una barzelletta?)
Il voto in condotta. Personalmente sono d’accordo col voto in condotta ma è piuttosto evidente che è un provvedimento fatto per alleggerire il tutto e farlo sembrare una gran cosa.
Le bocciature alle elementari. Credo che bocciare un bambino alle elementari sia una violenza nei suoi confronti, non fa altro che peggiorare la situazione, è una decisione presa molto avventatamente.
C’è un fatto però di cui si è parlato molto poco, troppo poco, ma si sa, i cinegiornali danno solo notizie comode, non si sognerebbero mai di darne scomode, non sia mai che i cittadini si accorgano di certe cose, due pedagogisti, di quelli con le palle tanto per intenderci, Andrea Canevaro e Dario Ianes dopo questa pessima riforma hanno dato le dimissioni dall'Osservatorio per l'Integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione come protesta con questa lettera che vi invito a leggere.
"Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione, produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti.
Queste politiche scolastiche sono evidentemente gestite da finalità economicistiche, per risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli alunni e sulla credibilità della Scuola pubblica, come la vuole la nostra Costituzione.
In questo clima di "produzione sociale di ostilità, diffidenza, tensione", anche la Pedagogia subisce un violento attacco.
Nel clima di rinnovato rigore scolastico, chi viene additato come responsabile dello sfascio, oltre naturalmente ai "fannulloni"? L'ideologo dei fannulloni e dei lassisti: il pedagogista, il pedagogista di Stato, la pedagogia, il pedagogese... Chi perdonava tutto, chi non ha polso, chi comprende tutto invece di punire, chi "non ha le palle" per imporsi, chi ci "affumica" con discorsi fumosi pseudo filosofici, chi non dava importanza alle discipline, il pedagogista debole, che ha indebolito la Scuola Italiana ecc.
Ecco, a questo clima di strisciante, ma non troppo, denigrazione, come pedagogisti non ci stiamo. E non ci stiamo neppure ad essere membri di un Osservatorio per l'Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità di un Ministero della Pubblica Istruzione che si comporta nei fatti come stiamo vedendo e come risulterà ancora più evidente nei prossimi mesi.
Forse la Ministra Gelmini sta cercando una nuova squadra di esperti che legittimi la sua visione (?) dell'integrazione? Non sarà facile trovarli tra i pedagogisti speciali, se sapranno leggere tra le righe della sua dichiarazione, in occasione della sua audizione alla Camera: «È nello stesso spirito, nello spirito di una scuola che sia realmente per tutti, che affermo il diritto all'istruzione di chi presenta abilità diverse. Gli obiettivi didattici, le metodologie e gli strumenti devono essere personalizzati e coerenti con le abilità di ciascuno per definire i livelli di apprendimento attesi. Molte sono le buone pratiche costruite su competenza, professionalità, disponibilità e impegno delle diverse componenti scolastiche, dagli insegnanti di sostegno agli insegnanti curricolari, dai dirigenti scolastici alle associazioni. Occorre far tesoro dall'esperienza. Il mio impegno è indirizzato ad ascoltare le esigenze, le criticità, le proposte delle famiglie e di tutte quelle realtà associative che si occupano di disabilità al fine di individuare insieme anche percorsi formativi più adeguati al bisogno con la necessaria flessibilità, superando le rigidità che non sono coerenti con l'azione educativa».
Con queste righe ci dimettiamo dunque dall'Osservatorio per l'Integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e confermiamo il nostro continuo impegno per migliorare la Qualità dell’inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali".
Sempre all’ erta
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