Allora per quanto riguarda il diritto d'autore è meglio chiarire un paio di punti,che ovviamente non saranno 2 ma di più,ovviamente,facevo per dire.Tra le opere protette ci sono:
Ecco l'elenco:
alla letteratura: opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche e religiose (compresi i programmi per elaboratore e le banche dati), sia in forma scritta che orale
alla musica: opere e composizioni musicali, con o senza parole, opere drammatico-musicali e variazioni musicali purché costituiscano un'opera originale in sé
alle arti figurative: opere di scultura, pittura, disegni, incisioni o appartenenti ad arti figurative similari, compresa la scenografia
all'architettura: i disegni e le opere dell'architettura, le opere del disegno industriale che presentino carattere creativo e valore artistico
al teatro: opere coreografiche e pantomimiche (con o senza traccia scritta)
alla cinematografia: opere cinematografiche, mute o con sonoro, fotografiche
al disegno industriale che presenti di per sé valore artistico e carattere creativo.
Inoltre sono protette anche le cosiddette "elaborazioni di carattere creativo", come ad esempio le traduzioni in un'altra lingua, le trasformazioni da una forma letteraria o artistica in un'altra, gli adattamenti, le riduzioni, ecc.
A seguito del recepimento delle direttive 96/9/CE[2] e 91/250/EEC[3] inoltre, sono ricompresi nell'elenco:
i programmi per elaboratore
le banche di dati.
la legge sul copyright non prevede nell'elenco delle opere protette l'informazione protratta con qualsiasi mezzo,cartaceo,telematico e dal vivo, in forma periodica aperiodica e di approfondimento,ravvisandosi nel vuoto legislativo un uso libero dell'informazione.
Per cui punto 1 gli spezzoni presi da telegiornali o mezzi di informazione sono fruibili l'importante che non siano interi e ci sia qualche commento,anche all'interno del video,non importa che sia mediaset o rai o la 7 o una trasmissione di approfondimento.
Cmq anche per il succitato elenco vi sono delle eccezioni,L'art. 70 legge n 633 sul copyright o diritto di autore (ampliato con il decreto legislativo n. 68 del 9 aprile 2003 ove stata introdotta l'espressione di comunicazione al pubblico, per cui il diritto non è esercitabile solo per i vecchi mass media, ma anche per i nuovi come da ultimo il web).
prevede il diritto di compiere il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di una qualsiasi opera per scopi di critica, di discussione e di insegnamento, «nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera».
In pratica se volessi discutere di come non so i costumi da bagno si sono evoluti dagli anni 70 prendendo immagini anche televisive potrei farlo,importanti sono due cose,CITARE SEMPRE LE FONTI E L'AUTORE(diritto di paternità dell'opera) CHE NON SI TRATTI DI UNA TRASMISSIONE O OPERA INTERA.
[più nello specifico:nome della rivista/giornale,
data e numero della rivista/giornale,
nome dell'autore (se l'articolo è firmato);
discorsi tenuti in pubblico, purché si indichi
la fonte,
il nome dell'oratore,
la data e il luogo in cui è stato tenuto il discorso
titolo dell'opera
autore
editore
eventuale traduttore]
Poi c'è il comma 1 - bis della legge 70 che dice:è ravvisato nella modifica legislativa approvata con la legge n. 2/08, il cui art. 2 ha aggiunto all'art. 70 della legge n. 633/1941 il comma 1-bis, secondo cui è consentita «la libera pubblicazione su internet, a titolo gratuito e senza scopo di lucro, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico».
Se volessi mostrare in pratica come funziona un programma o insegnare all'uncinetto oppure come suona un accordo usando pezzi di opere di altri per ampliare la conoscenza comune potrei farlo.
decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, «Attuazione della direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione», ha modificato l'articolo 70 della legge sul diritto d'autore in senso sostanzialmente simile a quello previsto dalla sezione 107 del copyright act degli U.S.A.(la legge U.S.A. andatevela a leggere pigroni)
Agli inizi del 2008 il governo italiano in risposta ad una interrogazione parlamentare del senatore Bulgarelli, abbia affermato che il testo dell'art. 70 debba interpretarsi in senso sostanzialmente analogo al fair use degli Stati Uniti.
Il principio del fair use rende i lavori protetti da copyright disponibili al pubblico come materiale grezzo senza la necessità di autorizzazione, a condizione che tale libero utilizzo soddisfi le finalità della legge sul copyright, che la costituzione degli Stati Uniti d'America definisce come promozione "del progresso della scienza e delle arti utili" (I.1.
, o meglio dell'applicazione legale dei reclami di infrazione.
La giurisprudenza statunitense ha elaborato quattro fattori, da valutare congiuntamente, per determinare un fair use, con l'avvertenza che un solo fattore non è da solo sufficiente per ammettere o escludere a priori:[3]
L'oggetto e la natura dell'uso, in particolare se ha natura commerciale oppure didattico e senza scopo lucrativo.
La natura dell'opera protetta.
La quantità e l'importanza della parte utilizzata in rapporto all'insieme dell'opera protette.
Le conseguenze di questo uso sul mercato potenziale o sul valore dell'opera protetta
Nell'aprile 2007, il Parlamento europeo ha votato in seduta plenaria una relazione che accoglie la proposta della Commissione di una nuova direttiva sul diritto d'autore - Ipred2 - e, nello stesso tempo, introduce una serie di emendamenti.
Uno, in particolare, ricalcato sostanzialmente sul fair use statunitense, stabilisce che la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l'uso in classe), studio o ricerca, «non debba essere qualificato come reato».
Ecco perchè Mediaset non può censurare in toto tutta la produzione di You Tube ma dovrebbe vagliare spezzone per spezzone o filmato per filmato per ottenere il riconoscimento dei propri diritti d'autore.